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venerdì 31 ottobre 2014

Fondi comuni, 30 anni di flop: viva i Bot-people!

Fonte
Il Fatto quotidiano
30 luglio 2014
Anche quest'anno è uscita, in piena estate, l'Indagine sui fondi e sicav italiani (1984-2013). Una ponderosa pubblicazione dell'ufficio studi di Mediobanca che dal 1992 sviscera l'universo dei fondi comuni aperti e chiusi, fondi pensione ecc. e delle poche sicav (simili ai fondi) di diritto italiano. E pure quest'anno ne ha certificato il generale fallimento. La ricerca è frutto dell'iniziativa e dell'impegno di Fulvio Coltorti. 

Un economista indipendente? Nient'affatto, perché al contrario era dipendente del gruppo Mediobanca, per decenni responsabile dell'area studi. Ma era ed è onesto e competente, che è ciò che conta. Viceversa l'etichetta di indipendenza in Italia vale nell'ambito economico-finanziario meno che la denominazione di origine controllata (doc) per i vini, cioè nulla (ci furono vini doc avvelenati dal metanolo e ci sono grandi vini da 100 e passa euro la bottiglia senza la doc).

giovedì 9 ottobre 2014

Bene la Cassazione in favore dei clienti nei rapporti bancari

Siamo lieti di segnalarvi un nuovo intervento della Cassazione in favore dei consumatori, nei rapporti bancari. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 4518 del 26 febbraio 2014, ha stabilito il principio secondo il quale il singolo versamento eseguito dal cliente sul conto corrente, durante il rapporto bancario, ha normalmente funzione ripristinatoria della provvista, non determinando alcun spostamento patrimoniale nel rapporto tra banca e privato (spostamento patrimoniale dal solvens all’accipiens). 

In generale, afferma la Corte, lo schema contrattuale del contratto di conto corrente prevede continui spostamenti contabili tra le parti, senza però che a tali mutamenti segua un effettivo spostamento patrimoniale. E’ onere della banca che intenda sostenere la prescrizione delle singole annotazioni, quello di dimostrare che ad ogni operazione bancaria sia seguito uno spostamento del patrimonio tra le parti. 

Tale orientamento del giudice di legittimità risulta estremamente utile al fine di limitare la prescrizione dei rapporti bancari esistenti tra cliente e istituto di credito, consentendo al singolo soggetto di poter agire per la ripetizione degli interessi illegittimamente pagati anche per periodi superiori ai dieci anni. In secondo luogo, la Cassazione ha osservato che la Commissione di Massimo Scoperto ha funzione non dissimile da quella degli interessi anatocistici, essendo entrambi destinati a remunerare la banca dei finanziamenti erogati, e quindi anche per la CMS deve ritenersi applicabile il stabilito dalla Cassazione con la sentenza n. 24428/2010, e quindi anche per l’azione di ripetizione delle somme versate a titolo di tale commissione deve essere applicata la prescrizione non dai singoli versamenti, ma dalla data di chiusura del rapporto bancario.

venerdì 12 settembre 2014

Nuovo commissariamento di una banca

La Banca d’Italia interviene nel mondo bancario, formalizzando la crisi di un altro pezzo del credito cooperativo del nord est. Con decreto dello scorso 29 luglio, Bankitalia ha commissariato il Credito Trevigiano – Banca di Credito Cooperativo, disponendo lo scioglimento del consiglio di amministrazione e di tutti gli organi di controllo nominati qualche mese prima. 

L’intervento è stato reso necessario dal debito – pare superiore ai quaranta milioni – accumulato dal Credito Trevigiano nel solo anno 2013. Il grave dissesto finanziario accusato da questa piccola realtà del credito ha suggerito la Banca d’Italia ad intervenire, nominando un Commissario straordinario, nonché un Comitato di sorveglianza. 

Occorre osservare che non sempre il commissariamento di una banca rappresenta l’anticamera della sua chiusura, ed anzi può rappresentare una buona notizia per i risparmiatori, i piccoli azionisti ed i titolari di un conto corrente presso il Credito Trevigiano, così come accaduto di recente (vedi). Ricordiamo, a tal proposito, che i rischi per i possessori di conto corrente presso la banca sono limitati, come chiarito anche in questo blog di recente (vedi).

Di seguito, il comunicato stampa del Credito Trevigiano.

domenica 31 agosto 2014

COVIP Che belli i fondi pensione per l'authority

Fatto quotidiano
5 luglio 2014
La prima stortura della previdenza integrata italiana è nella stessa legge istitutiva, che la dà in appannaggio al risparmio gestito. Ma anche l'organo di vigilanza, la Covip, ci mette del suo, contribuendo a ridurne la trasparenza e aumentarne i costi, dilettandosi anche a travalicare il proprio ruolo. 
Cominciamo da quest'ultimo punto: a essa non compete spingere le vendite. Invece recentemente ha diffuso una pubblicità di otto pagine, ridondante di affermazioni tendenziose, se non false: "Previdenza complementare: 8 passi verso il futuro"

lunedì 11 agosto 2014

Argentina: default "selettivo" per 29 miliardi di euro

L’Argentina è stata dichiarata inadempiente per la seconda volta in tredici anni e il suo debito estero è caduto in “default”. Questa è la novità sostanziale che riguarda il paese sudamericano, il quale rivive l’incubo del dicembre 2001. 

La situazione critica era nota da tempo, ma il nuovo disastro argentino è divenuto inevitabile, a seguito del taglio del rating, operato prima da Standard & Poor’s seguito dalle altre principali agenzie di rating internazionali. 

Motivo principale del declassamento? l’Argentina non ha onorato il pagamento di 539 milioni di dollari di interessi su titoli emessi con scadenza 2033, violando l’accordo di concambio sottoscritto con alcuni fondi comuni americani.  

Invero, secondo quanto si legge da fonti sudamericane, l’Argentina ha depositato su un conto corrente di un istituto di credito americano l’importo previsto, ossia i 539 milioni di interessi (per i bond scadenza 2033), ma tale importo sarebbe stato congelato dal Giudice di New York Thomas Griesa, il quale ha agito per conto di alcuni hedge fund americani che pretendono il rimborso integrale dei bond in loro possesso, pari a 1,3 miliardi. 

Da più parti viene sostenuto che il default dichiarato dallo Stato Argentina nasconderebbe il vero contrasto in atto tra il governo sudamericano ed i grandi investitori americani, interessati a recuperare (e lucrare?) gli investimenti operati in Argentina.

L'Argentina, pur disponendo dei denari per adempire ai propri obblighi verso i debitori, sta portando avanti ogni iniziativa volta a "svincolarsi" dalla presa aggressiva dei fondi avvoltoio, ridiscutendo il proprio debito a condizioni più favorevoli.

Al momento la situazione appare alquanto fluida e per i risparmiatori italiani che avessero accettato le proposte di concambio, le prospettive di ottenere le somme dovute si riducono sensibilmente.

venerdì 1 agosto 2014

Giungla del risparmio. Ecco come salvarsi

Fonte
Il fatto quotidiano
GESTIONE O FAI DA TE? I risparmiatori italiani sono in balia di promotori, banche e consulenti che impongono fondi e piani previdenziali. 
Perché e come evitarli. I fondi comuni d'investimento, il grande successo degli anni '80 e '90, hanno molto pregi. Permettono infatti di portare via tanti soldi ai risparmiatori, in modo leciti e illeciti. Limitandosi ai primi, abbiamo le commissioni di ingresso, di uscita, di passaggio da un prodotto all'altro, di gestione, di incentivo ecc.

domenica 20 luglio 2014

Il Garante Privacy “limita” la richiesta da parte del cliente dei documenti bancari

Di recente si è sviluppata una vivace discussione in merito al diritto di accesso ai dati personali che spetta, ex art. 7 del Codice Privacy, e la possibilità di esercitare tale facoltà da parte del cliente verso il proprio istituto di credito. Il Garante ha ritenuto di intervenire in tale discussione, interpretando la norma in parola, ed ha chiarito – con la newsletter del 15 luglio scorso – i limiti di applicazione. Il cliente non può, a mente dell’art. 7, ottenere qualsiasi documento, ed in particolare gli estratti di conto corrente, il contratto quadro, le comunicazioni provenienti dalla banca.

 Tali documenti, pare di intuire dall'intervento del Garante, non rivestono quel carattere di riservatezza tale da consentire al correntista di invocare l’art. 7. Questi può chiederne l’invio, in forza dell’art. 119, comma 4 TUB, versando l’importo corrispettivo previsto, ed entro il limite di dieci anni previsto dalla normativa di settore.

Di seguito, l’estratto della Newsletter del Garante.

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